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In tutto il mondo oggi si celebra la Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids. In Italia, però, qualsiasi celebrazione sembra tacere dell’epidemia tra i maschi gay, bisessuali e tra le persone transessuali. Lo denuncia Plus onlus, network di persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT) sieropositive.

«La tv generalista rifiuta di raccogliere testimonianze di persone che si sono contagiate attraverso rapporti omosessuali – rivela Sandro Mattioli, presidente di Plus onlus – In tutte le manifestazioni istituzionali a cui assistiamo, il tema della salute delle persone LGBT è completamente ignorato. Eppure, siamo ancora noi maschi gay a portare il carico più significativo legato alla diffusione di questo virus. Per non parlare della completa assenza di dati relativi alle persone trans. Tutto questo mentre le associazioni gay sono le uniche a parlarne e a sollevare il problema».

«Rivendichiamo la necessità che le istituzioni dedichino attenzione, risorse e iniziative anche per la tutela della salute sessuale delle persone non eterosessuali. Non si tratta di competere con altri gruppi: è importante parlare di salute delle donne, degli uomini etero, delle persone straniere e di tutti coloro che ne possono beneficiare – precisa Mattioli – Ma nei confronti di persone gay e trans rischia di esserci una pesante censura comunicativa che rende impossibile mettere in campo iniziative efficaci di prevenzione. Oggi, unico giorno dell’anno in cui i media dedicano attenzione a questo tema, chiediamo che sia ascoltata anche la voce delle persone omosessuali e trans* perché i media cosiddetti generalisti parlano anche a loro ed è fondamentale che anche gli utenti LGBT che non sono collegati alle associazioni ricevano informazioni adeguate».